Avrei dovuto scrivere prima di questo viaggio ma ho tenuto nel cuore tutti i momenti e fissato tutti gli stupendi paesaggi visti.
Non credo esista un tempo per raccontare le proprie emozioni ma credo esista un momento giusto in cui si scelga di condividerlo con gli altri.
E così, un sole che bacia e brucia la pelle, un finestrino aperto costeggiando il mare verso il profondo sud siciliano, un profumo di leggerezza e di libertà accompagnati dal profumo di salsedine e dalle mille sfumature d’azzurro che si fondono tra cielo e mare…”L’estate addosso…” cantava la radio. -Sarà un caso ma le canzoni di Jovanotti stanno accompagnando ultimamente i miei viaggi -….per un attimo ho chiuso gli occhi e ho respirato profondamente….bellissimi i profumi e i colori di quella terra.
Welcome to Sicily!
E’ questo il primissimo approccio con quella terra meravigliosa!

 

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Viaggio itinerante il mio, alla ri-scoperta di luoghi che ho custodito gelosamente nel mio cuore.
Così, sono approda a Siracusa dopo aver battuto tutta la costa orientale.
Colori ovunque, ape cross pieni di turisti, sole cocente, gente locale che continuava a svolgere quotidianamente le proprie cose, profumi di agrumi, sorrisi e schiamazzi dei bambini per strada….profumo di cose belle, insomma!
Già, profumi! Come si fa a catturarli? Come faccio a portarmeli tutti dietro, mi domandavo.
E’ questo l’interrogativo che mi ha costantemente assillata.
In verità non ho trovato nessuna risposta e allora ho cercato di osservare e conservare dentro i miei occhi quante più cose possibili.
Come quando, di notte a Siracusa, mi sono lasciata trasportare dalla musica proveniente dalla stradina accanto il Duomo. Le mie orecchie ascoltavano in lontananza musica argentina. Nella notte, strade semi deserte e lì, proprio accanto al Duomo una “balera all’aperto” di tango argentino.
No vabbè, incredula è dir poco! Rapita per non so quanto tempo.
Decisamente passionale, mi ripetevo, la terra siciliana. Incantevole Siracusa con una buona notte così poi, sulle note di Astor Piazzolla con Libertango, non l’avevo mai vissuta.

Fernando Pessoa diceva:

“Il vero saggio è colui che si accontenta dello spettacolo del mondo”.

…aveva pienamente ragione.

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L’indomani prontissima per visitare altri luoghi: Taormina, Messina, Noto, Catania, Acitrezza.
Non so quante volte ho letto I Malavoglia, quanti libri di Sciascia ho letto (forse tutti)…ritornare ad Acitrezza, rivedere la casa del Nespolo, è stato come incarnare quello che ho sempre letto o immaginato. I faraglioni, quante volte mi hanno portato a sognare….c’è chi dice che siano stelle cadute in acqua, beh non so se lo siano per davvero ma di sicuro, a me sembrava, come se il mare allungasse le sue mani verso di noi…Poesia della natura, direi.

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Gente davvero meravigliosa ovunque.
Come Giuseppe. Uomo anziano Giuseppe, 82 anni con i segni del tempo trascorso ben visibili sul volto. “Signorina io non dipingo per necessità ma per far portare, ai turisti, i pezzi della mia Sicilia a casa, così un giorno vi ammalerete del mal di Sicilia e tornerete”, questo mi ha detto avvicinandomi alla sua bancarella di quadri. Aveva ragione Giuseppe…Uomo anziano sì, ma Uomo di un amore sviscerato per le radici della propria terra.

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Sapevo di dover andare in Sicilia ma non avevo calcolato i postumi delle mangiate tramutate, poi, in abbuffate.
Granite di mandorle, arancini, cannoli ripieni di ricotta e pistacchio, cassata siciliana, caponata di verdure e di pesce, cozze gratinate alle alici marinate, filetti di pesce spada e di tonno all’insalata di polpi, gamberi e larve di pesce, pane cunsato, pasta con le sarde, pasta alla Norma, maccaruni di casa, pasta ncasciata, pesce spada a ghiotta, pesce spada alla stimpirata, paste di mandorla e di pistacchio, frutta di marzapane, i torroni ed i torroncini, i buccellati, pistacchio di Bronte, il gelato a stecca…
Ecco tutto questo e non solo, sono stati e sono i sapori siciliani! Basta per buttare a monte mesi di palestra?!

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Scrivere poesie non è difficile…difficile è viverle e la Sicilia è questo che offre, poesia in ogni dove con i suoi paesaggi, con la gente e soprattutto per il senso di appartenenza alla propria terra e al proprio cuore.

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