Non si è superficiali se si decide di pensare a sé senza avere una persona accanto. Si può essere ricchi e completi lo stesso. Si può dire molto e avere lo stesso un certo peso nei rapporti sociali e nelle amicizie. Si può vivere di contenuti e non di apparenza non mostrando un trofeo che abbiamo scelto di non esibire.
La verità è che non è un problema non avere un compagno accanto, anzi, è l’averlo che ci mette ansia. Lo diventa per gli altri quando si decide, a tutti i costi, di mostrare un “qualcosa” – manco fosse un oggetto – che voglia poter dire: “Ehi, ci sono anch’io…appartengo anch’io alla massa. Ho anch’io un compagno accanto”.

 

 

 

La verità è che l’idea di rimettere tutto in discussione proprio non va perché la propria vita è già piena di cose a cui non vogliamo rinunciare.
Si è riusciti a costruire a fatica il proprio equilibrio e ci si sente in pace con le proprie abitudini, le proprie gratificazioni personali, con i viaggi, gli amici, la famiglia…

 

 

No, non si è superficiali nel decidere di non avere accanto qualcuno, si è semplicemente fatto una scelta: quella di bastare a se stessi.
Non si è superficiali se si è deciso semplicemente di scegliere la più grande forma di libertà: se stessi.

 

 

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